Territorio

 

Home       Chi siamo       Dove siamo       Contattaci

 

Organigramma       Le nostre scuole       Territorio

 

Direzione

 

Segreteria

 

Spazio docenti

 

Spazio genitori

 

Spazio alunni

 

Veglie

Il paesaggio

     Veglie, un bel paese posto a ovest di Lecce, è oggi un grosso centro (14.000 ab.)  della zona settentrionale del Salento e dista circa 12km dal Mar Jonio.

Il territorio del comune risulta compreso tra i 36 e i 98 metri sul livello del mare con un'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 62 metri.
    
Paese agricolo per eccellenza, riesce a sfruttare sapientemente la particolare fertilità del terreno ottenendo prodotti di ottima qualità, in particolare: olio extravergine e vino D.O.C.. Senza contare il comparto industriale che dà una mano efficace al sistema produttivo del paese, con industrie di gelati, industrie edili e l'artigianato tessile, vanto per il paese.
      Nei pressi dell’abitato sorge il convento della Favana, che conserva una cripta con un ciclo di affreschi della seconda metà del Quattrocento.

Cenni storici

     Le origini di Veglie risalgono agli antichi Messapi, come testimoniano numerosi ritrovamenti archeologici, il più importante dei quali, è l'arredo funerario del IV-III secolo a.C., trovato nel 1957 in via Novoli ed esposto presso il Museo Provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce.

Non si hanno notizie del periodo relativo alla conquista romana, ma  già il nome, Veglie, più che al greco-bizantino "Elos", che significa palude, si può ricondurre con maggiore probabilità a Velio o Velia, nome comune dell'onomastica romana.

     La presenza dei greci-bizantini è documentata fino al XIV sec.. Nella prima metà del 1300, infatti, i preti celebrano col rito greco nella prima chiesa parrocchiale, ubicata al centro del primo nucleo del casale di "Velle" e crollata definitivamente nel secolo XVII.  

     Dopo il dominio dei Greci fu il periodo dei Normanni che per difendere meglio il territorio dall’assalto dei Saraceni costruirono molte fortezze.

 Nell'epoca medioevale troviamo la terra di Veglie legata a quella di Copertino. Infatti, nel 1190, quando Tancredi appena eletto Re di Sicilia e di Puglia divise le terre, il feudo di Veglie fu assegnato a Copertino sotto Spinello delli Falconi.

     Ai Normanni sopravvennero gli Svevi e nel 1265 il regno passò sotto il dominio degli Angioini con Carlo d’Angiò, figlio del re di Francia Luigi VIII, che nel 1266 fondò la contea di Copertino, allargata ai territori di Veglie, Leverano e Galatone, con un susseguirsi di Signori alla guida della contea. Nel 1268 la regala a Gualtieri di Brienne con lo scopo di stringere un'alleanza.

Nel 1463 subentra una famiglia d'origine belga: i D'Enghien e nel 1419 Maria D'Enghien dà in dote alla figlia Caterina Del Balzo, sposa di Tristano di Chiaromonte, l'intera contea. Tristano di Chiaromonte, fa fortificare con una cinta muraria la "Terra Veliarum", la quale, però, rimane sempre facile da espugnare.
     Nel 1528 le truppe francesi, al comando del maresciallo Lautrec, nell'ambito del conflitto tra Francesco I e Carlo V, assediarono Lecce e i paesi del circondario tra cui Veglie, che si distinse per il proprio coraggio, riuscendo a respingere il nemico.
Non a caso nel suo stemma troneggia un cannone a simboleggiare la forza dei suoi abitanti.
Alfonso Castriota, signore della contea di Copertino (di cui Veglie faceva parte), decise di ristrutturare la cinta muraria e di ricostruire la porta principale, che fu chiamata per questo Porta Nuova.
     L'opera di fortificazione, realizzata dal valente architetto militare Evangelista Menga, scoraggiò in seguito ogni attacco nemico. Le mura furono abbattute alla fine dell'Ottocento. Di esse resta solo la Porta Nuova su cui, nel 1908, in occasione del cinquantenario dell'apparizione della madonna di Lourdes, fu posta una statua in pietra della Madonna Immacolata.

 Nel 1557 Veglie viene venduta ad una ricca famiglia di mercanti genovesi, gli Squarciafico, divenuti intanto conti di Copertino.
     Nei secoli a venire per diritto ereditario è governata da feudatari come i Pinelli, i Pignatelli, ecc., fino a quando non entra a far parte dello Stato italiano, dopo l'unificazione del 1860.

 

Pof

 

Progetti

 

Modulistica

 

Link