Cenni storici
Le origini
di Veglie risalgono agli antichi Messapi, come testimoniano
numerosi ritrovamenti
archeologici, il più importante
dei quali, è l'arredo funerario
del IV-III secolo a.C., trovato
nel 1957 in via Novoli ed
esposto presso il Museo
Provinciale Sigismondo
Castromediano di Lecce.
Non
si hanno notizie del periodo
relativo alla conquista romana,
ma già il nome, Veglie,
più che al greco-bizantino "Elos",
che significa palude, si può
ricondurre con maggiore
probabilità a Velio o Velia,
nome comune dell'onomastica
romana.
La
presenza dei greci-bizantini è
documentata fino al XIV sec..
Nella prima metà del 1300,
infatti, i preti celebrano col
rito greco nella prima chiesa
parrocchiale, ubicata al centro del
primo nucleo del casale di
"Velle" e crollata
definitivamente nel secolo XVII.
Dopo il dominio dei Greci fu il
periodo dei Normanni che per
difendere meglio il territorio
dall’assalto dei Saraceni
costruirono molte fortezze.
Nell'epoca medioevale troviamo
la terra di Veglie legata a
quella di Copertino. Infatti,
nel 1190, quando Tancredi appena
eletto Re di Sicilia e di Puglia
divise le terre, il feudo di
Veglie fu assegnato a Copertino
sotto Spinello delli Falconi.
Ai Normanni sopravvennero gli
Svevi e nel 1265 il regno passò
sotto il dominio degli Angioini
con Carlo d’Angiò, figlio del re
di Francia Luigi VIII, che nel
1266 fondò la contea di
Copertino, allargata ai
territori di Veglie, Leverano e
Galatone, con un susseguirsi di
Signori alla guida della contea.
Nel
1268 la regala a Gualtieri di
Brienne con lo scopo di
stringere un'alleanza.
Nel
1463 subentra una
famiglia d'origine belga: i D'Enghien
e nel 1419 Maria D'Enghien dà in
dote alla figlia Caterina Del
Balzo, sposa di Tristano di
Chiaromonte, l'intera contea.
Tristano di Chiaromonte, fa
fortificare con una cinta
muraria la "Terra Veliarum",
la quale, però, rimane sempre
facile da espugnare.
Nel 1528 le truppe francesi, al
comando del maresciallo Lautrec,
nell'ambito del conflitto tra
Francesco I e Carlo V,
assediarono Lecce e i paesi del
circondario tra cui Veglie, che
si distinse per il proprio
coraggio, riuscendo a respingere
il nemico.
Non a caso nel suo stemma
troneggia un cannone a
simboleggiare la forza dei suoi
abitanti.
Alfonso Castriota,
signore della contea di
Copertino (di cui Veglie faceva
parte), decise di ristrutturare
la cinta muraria e di
ricostruire la porta principale,
che fu chiamata per questo Porta
Nuova.
L'opera di fortificazione,
realizzata dal valente
architetto militare Evangelista
Menga, scoraggiò in seguito ogni
attacco nemico. Le mura furono
abbattute alla fine
dell'Ottocento. Di esse resta
solo la Porta Nuova su cui, nel
1908, in occasione del
cinquantenario dell'apparizione
della madonna di Lourdes, fu
posta una statua in pietra della
Madonna Immacolata.
Nel
1557 Veglie viene venduta ad una
ricca famiglia di mercanti
genovesi, gli Squarciafico,
divenuti intanto conti di
Copertino.
Nei secoli a venire per diritto
ereditario è governata da
feudatari come i Pinelli, i
Pignatelli, ecc., fino a quando
non entra a far parte dello
Stato italiano, dopo
l'unificazione del 1860.